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Riprendersi il piacere

Riprendersi il piacere

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No, non è una promessa e neanche un’aspettativa: è quello che stiamo facendo, complici forse il freddo e il buio di un autunno/inverno passato in casa, che rende la vita in zona rossa (ma anche gialla e arancione) un po’ più facile, almeno per chi non deve uscire.

È ancora un segnale debole, che si spera verrà confermato dai dati, sia in negozio sia online: torna la gioia di vivere, di spendere, di regalarsi nuovi momenti di piacere e nuovi rituali. È un po’ un peccato che il termine che usiamo per descrivere questa tendenza sia negativo, e cioè il revenge shopping già visto in Asia alla fine della prima ondata dell’epidemia.

Più che di vendetta a noi piace parlare di recupero e di riprogettazione sia dei modi dello shopping sia dei prodotti preferiti, senza dare per scontato un sacrificio di tutto quello che viene usato fuori casa, come per esempio le borse. Come ricorda il sociologo dei consumi Francesco MoraceLa borsa è l’io, la corrispondenza più vicina al sé. Dà gioia, soddisfazione e, in un momento di grande disagio, è la bellezza selettiva che il pubblico femminile ricerca e che, dunque, non percepisce come cosa inutile.

Borsa, rossetto, tacchi alti, abiti formali o eleganti: più che rinunciarci li stiamo ricollocando nelle nostre vite, magari riconoscendo una delle tante verità nascoste e cioè che spesso il piacere dell’acquisto è pari se non superiore a quello dell’uso.

I nuovi rituali dello shopping

Quali possono essere, quindi, i nuovi rituali in grado di portare il piacere dello shopping in casa, oltre a uscire noi a cercarlo? In questo decennio ci aspettiamo sicuramente una maggiore enfasi nella costruzione di esperienze trasversali, con la possibilità di scegliere, provare e acquistare dove preferiamo e dove consigliabile, momento per momento. Un corso di make up su Zoom, un’offerta su misura di cosmetici, il ritiro in negozio: un customer journey diverso, che porta anche a superare le tradizionali divisioni, anche amministrative, tra negozi e e-commerce.

La digitalizzazione delle esperienze di acquisto

I negozi fisici dovranno essere rivisti perché la ricerca di spazio vitale, aria fresca e distanza fisiche continuerà a essere un’esigenza e anche un elemento distintivo. Già adesso vediamo una prima digitalizzazione della gestione della relazione, con la proposta di appuntamenti online per i negozi che hanno una forte componente di consulenza, come l’arredo o l’abito da sposa.

Da questo punto di vista Pambianco News sottolinea che “le aziende che prima dell’arrivo del Covid-19 avevano già attivo un canale di vendite online si sono trovate sicuramente avvantaggiate rispetto ai loro competitor perché hanno potuto puntare sull’unico canale di vendita disponibile.” Vale la pena di notare che un brand all’avanguardia da questo punto di vista come Burberry, pur avendo perso il 4% nell’ultimo trimestre 2020, ha registrato un aumento delle vendite a prezzo pieno con un più 50 per cento online.

La qualità dell’esperienza

Ultimo passaggio di fondamentale importanza e non certo da oggi: l’attenzione e la preparazione del personale di vendita, meglio se abituato ad aiutare clienti anche lontani usando gli strumenti di comunicazione digitali e non. Una forma diversa di disponibilità, scegliendo con cura e personalizzando anche graficamente le esperienze digitali, in modo da aumentare i canali a disposizione dei clienti.


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